Laici, Riformisti, Liberal nel PD

Questo documento espone i principi che ispirano l’ambito politico-culturale in cui si riconoscono  gli aderenti al Partito Democratico nella città di Roma culturalmente legati a valori autenticamente laici, riformisti e liberaldemocratici, ed una visione del partito innovativo nei suoi contenuti programmatici e nelle sue forme di democrazia interna: un PD in cui non si consideri affatto esaustiva la sommatoria di Ds e Margherita, ma che anzi si arricchisca con il contributo attivo di tutti coloro che non provengono direttamente da quei due filoni culturali e politici.

Crediamo che all’interno del Partito democratico – con un passaggio storicamente irripetibile – si stiano ponendo oggi le premesse migliori affinché le espressioni diverse della cultura laica, riformista e liberaldemocratica possano cercare e trovare una collocazione centrale per le loro idee e visioni, rifuggendo allo stesso tempo dalla facile tentazione di considerarsi “le minoranze dei migliori”. 

Di seguito, si riportano i riferimenti programmatici generali che tale componente politico-culturale intende promuovere ed affermare nell’ambito del PD di Roma, anche come contributo di idee per il consolidamento di un’area “liberal” nel Pd su scala nazionale, che sappia rappresentare coerentemente ed efficacemente tali contenuti nei livelli di direzione strategica del Partito.

  

INNOVAZIONE per la MODERNIZZAZIONE e il WELFARE  

L’equa eguaglianza delle opportunità richiede una profonda revisione del modello di welfare, entrato in crisi per inefficienza, tendenze demografiche, globalizzazione dei mercati.

Il welfare attuale, che pretende di garantire tutto e tutti, comporta costi insostenibili e non è efficace, in quanto non ottiene la rimozione degli svantaggi ingiusti, né la copertura dai grandi rischi, né l’estensione delle opportunità di vita.

Occorre prefigurare, quindi, un welfare che garantisca: 

a.       Il diritto alla salute, attraverso un sistema sanitario pubblico efficiente, una efficace azione di prevenzione basata sul risanamento dell’ambiente e sull’informazione, la massima assistenza a disabili, anziani, malati, la sicurezza sul lavoro.

b.      Il diritto alla conoscenza, per il quale è necessario un sistema di istruzione pubblico, che, dotato di adeguate risorse finanziarie, sia capace di trasferire, attraverso un corpo docente qualificato e motivato, conoscenze e competenze necessarie a cogliere le opportunità di vita rese possibili dalle capacità e dal merito di ciascuno. 

Il modello di società libera, aperta ed inclusiva in cui crediamo può essere concretamente realizzato solo in condizioni di sviluppo economico, cioè in presenza di creazione di ricchezza che l’attività umana attua nella continua ricerca del soddisfacimento di bisogni e desideri.

Il diritto al lavoro, fondamento della Repubblica, trova effettiva tutela solo quando il mercato del lavoro sviluppa l'incontro tra domanda e offerta, a seguito di una crescita dei fabbisogni occupazionali determinata dallo sviluppo dell'economia reale. In tal senso, compito dello Stato è la predisposizione (sul fronte della domanda), di strumenti volti ad agevolare (contrattualmente e fiscalmente) il sistema azienda nella selezione delle risorse da avviare al lavoro mediante diverse tipologie contrattuali, più o meno stabili, ma comunque di pari rango e dignità giuridica, finalizzate all'assunzione o all'instaurazione di rapporti di collaborazione; e (sul fronte dell'offerta) di strumenti che agevolino personale e nelle diverse modalità di collaborazione e assunzione e (sul fronte l’ingresso nel mercato del lavoro, a partire da quello finalizzati ad una maggiore occupazione femminile e giovanile e che consentano un meritocratico sviluppo di carriera, oltre che una giusta retribuzionie.

È parimenti compito dello Stato, quando lo sviluppo economico non consente un efficace assorbimento dell’offerta, predisporre ed estendere idonei strumenti di garanzia sociale.

Mercato, nome, conoscenza e sviluppo sono, dunque, i punti cardinali di un nuovo atteggiamento verso il lavoro nella società delle opportunità e dei meriti.

La competitività si persegue con l’efficienza e con la minimizzazione dei costi.

L’economia italiana è gravata, nella competizione globale, di un pesante handicap determinato dai costi derivanti dall’arretratezza del sistema paese: debolezza di larghe aree del Mezzogiorno, infrastrutture obsolete o insufficienti alla nuova realtà economica, trasporti inefficienti,  Pubblica Amministrazione elefantiaca ed inefficiente, disincentivi al risparmio, inamovibilità delle posizioni di rendita.

Le opportunità di vita, in un Paese in declino, si contraggono e si concentrano.

Occorre quindi una concezione di un’amministrazione pubblica “leggera”, ma allo stesso tempo efficiente, moderna ed efficace, trasparente e rigorosa nell’impiego delle risorse pubbliche, capace di valorizzare e premiare la competenza, la professionalità e il merito, fortemente impegnata a migliorare la qualità dei servizi e delle prestazioni pubbliche e a ridurre gli oneri burocratici e gli eccessi di regolazione.

Continua...

   Iniziative

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